Chiudi gli occhi, immagina il mare e ascolta la sua dolce e avvolgente melodia. Aprili e dinanzi a te il suo frutto pregiato: le ostriche. Una prelibatezza dalle origini molto antiche: basti pensare che il primo esemplare è stato rinvenuto almeno 10 milioni di anni fa.

Gli amanti storici delle ostriche sono gli antichi Greci, per loro erano l’ingrediente principale che non poteva mancare nella quotidianità per concedersi attimi di pura convivialità con i loro ospiti. I gusci venivano gelosamente conservati, utilizzati in un secondo momento per le votazioni.

Oggi in questo approfondimento concentreremo la nostra attenzione sulle ostriche italiane, consigliandotene tre che devi assolutamente assaggiare adesso. Nel prossimo articolo, ti proporremo ulteriori molluschi per un percorso gastronomico continuo, da vivere insieme.

 

Tipologie di ostriche italiane: quali scegliere?

 

Selezionare le migliori ostriche italiane vuol dire portare sul proprio tavolo l’eccellenza, la bontà e l’estrema qualità dei nostri ingredienti. Vuol dire conoscerne le caratteristiche, le peculiarità, il loro sapore unico. E non solo. Significa amarne la storia, il modo in cui vengono allevate e curate in ogni fase della loro crescita. Per tutti questi motivi, le tre tipologie di ostriche che noi ti consigliamo questa volta sono:

  1. Ostrica San Michele;
  2. Ostrica Cristalda;
  3. Ostrica Tarbouriech Italia.

 

Ostrica San Michele

 

Un sentore di bosco, foglie e frutta fresca conquistano l’olfatto al primo contatto con i tuoi sensi. Un percorso che prosegue con il primo assaggio: l’impatto iodato avvolge, coinvolge e cattura le papille gustative danzando su delle note dolci e complesse. La persistenza della mineralità trasmette con forza il suo suono grazie alla notevole abbondanza delle carni. 

Tutto questo è racchiuso nella ostrica San Michele. Un esemplare unico di questa tipologia di molluschi, assolutamente da provare.

Una storia fatta di tradizione e sacralità, dalle origini davvero antiche, all’ombra del lago di Varano, lì dove nasce la magica “Fontana di San Michele”. Per chi non la conoscesse, le testimonianze raccontano che proprio in quel punto San Michele, dopo un lungo cammino, si fermò, stanco e stremato dal percorso compiuto. Per alcuni attimi, le sue mani sfiorarono la terra, ed è lì che nacque la sorgente. Dalla stessa acqua che oggi viene allevata l’ostrica di San Michele.

Un legame profondo tra terra, acqua e natura, tra corpo, mente e spirito: la purezza della fonte che alleva questi frutti di mare in modo armonioso. Un ingrediente altamente ricercato, desiderato e apprezzato per il sapore marino e al tempo stesso fruttato.

 

Ostrica Cristalda

 

Il gusto seducente di un’ostrica che nasce per deliziare, coinvolgere e conquistare. La combinazione perfetta delle note fruttate e di bosco, l’impatto del mare che dà vita alla notevole consistenza delle carni.

Tre caratteristiche che differenziano l’ostrica Cristalda, appartenente alla specie delle Crassostrea Gigas.

Proveniente dalla Laguna di Varano, nel parco Nazionale del Gargano, l’ostrica Cristalda trae la sua ispirazione, origine ed essenza da una leggenda molto antica, che narra la meravigliosa storia d’amore tra il pescatore Pizzomunno e la bellissima Cristalda, dai capelli color del sole. A legarli un indissolubile sentimento, una passione per la quale Pizzomunno resisteva ad ogni tentazione.

Quando usciva in mare con la sua barca, era oggetto di desiderio delle sirene, che con il loro melodioso e avvolgente canto, cercavano di ammaliarlo affinché divenisse il loro re. In cambio, il dono che tutti desideravano: l’immortalità. Ma per Pizzomunno non esisteva nient’altro che lei, Cristalda. Quest’amore divenne oggetto di gelosia, di invidia, di attacco da parte delle sirene, che una sera, proprio mentre i due erano sulla spiaggia a guardare le stelle e la luce riflessa sul mare, rapirono la ragazza trascinandola negli abissi del mare. Il giovane non resse al dolore, alla separazione dalla sua dolce metà e il giorno dopo fu ritrovato pietrificato, trasformandosi nel famoso faraglione bianco che ancora oggi porta il suo nome a Vieste.

La leggenda narra che Cristalda, ogni cent’anni, esce dagli abissi del mare per ricongiungersi con il suo grande amore e vivere l’ultima eterna notte d’amore.

 

 Ostrica Tarbouriech Italia

 

Tra le tre ostriche italiane che devi assolutamente provare non possiamo non citare lei. L’ostrica Tarbouriech, definita una vera e propria “perla rosa” per i meravigliosi riflessi rosacei che ne caratterizzano il guscio. Proveniente dalla laguna di Scardovari, l’ostrica nasce da un progetto che fonda la sua forza sull’innovazione e sull’esperienza di una grande famiglia di ostricoltori, quella da cui appunto prende il nome, Tarbouriech.

Tre motivi per assaggiarla?

  1. La combinazione di gusto che vira dall’impatto marino in direzione della nota vegetale del sottobosco;
  2. Il dolce sentor di nocciola e frutta secca;
  3. La carnosità che avvolge e conquista i sensi.

Bella da vedere, ottima da gustare, deliziosa nel totale.

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