Certi prodotti, è proprio il caso di dirlo, riescono ad esaltare piatti e ricette anche con pochissimi ingredienti. Dal mare abbiamo un’infinità preziosa di prelibatezze che arricchiscono l’esperienza culinaria, che si tratti di quella di uno chef, di un barman, o di un cuoco che ama viziare gli ospiti nella propria cucina. In questo articolo desideriamo farvi conoscere una delle protagoniste dei mari, la Deesse Blanche, e vi daremo una vera e propria chicca per servire questa ostrica in modo scenografico e saporito.
La Deesse Blanche, dea del mare

Che cos’è il merroir? Si tratta di un termine coniato in parallelo a quello che si usa per descrivere la provenienza dei migliori vini, i quali devono ai loro vitigni e alle loro caratteristiche organolettiche un determinato “terroir”: allo stesso modo, le ostriche hanno sapori e specifiche propri delle acque in cui nascono e il merroir si basa sulle caratteristiche di queste ultime. Insomma, ambiente naturale e tipologia di acqua influiscono sul sapore e sul profumo, ma soprattutto sulla carnosità dell’ostrica. Le coste bretoni, frastagliate, ricche di baie, battute dai venti, sembrano trasmettere la loro bellezza e peculiarità agli abitanti del loro mare.
Le maree ne lavorano il guscio rendendolo perlato e liscio, mentre la polpa tipicamente carnosa e bianca di questa ostrica ha un sapore dolce, simile alla nocciola (anche qui, è il merroir a definirne il gusto), perfetto per i consumatori più esigenti che potranno gustarla calda o fredda e apprezzarne la delicatezza in ogni piatto.
L’arte della “dea”: coltivazione delle ostriche

Dopo tre anni di questo impegno, il seme di ostrica raggiunge la dimensione giusta per essere considerato “pronto”: si parte da molto lontano. Il processo vero e proprio inizia nel momento in cui la larva si deposita sul collettore, a inizio marzo, per poi prepararsi alla deposizione delle uova, che avviene da giugno a settembre. A questo punto si forma gradualmente la conchiglia, ma è solo nel corso della primavera successiva che le ostriche vengono staccate dal loro ricettore per raggiungere i parchi dove iniziano a crescere. Tutto questo è frutto di una selezione attenta e accurata, in ogni fase, una selezione che viene effettuata a mano, perché chi si occupa di ostriche da una vita sa riconoscerne la perfezione e la bellezza, anche a partire dalla loro forma tipicamente rotonda. Il gusto? Superbo, ovviamente.
Per avere informazioni su questo e sugli altri prodotti, vi invitiamo a contattare Ittica Buonocore.
Va da sé, una produzione così accurata non può andare persa in ricette povere, ma deve mettere in luce la qualità di questa ostrica maestosa. Vediamo insieme come dare il giusto riconoscimento alla nostra Deesse Blanche con un drink che ne esalti tutto il sapore e la consistenza.
Il cocktail che esalta il piatto: Mango Oyster Sour

Ingredienti
5,5 cl di London Dry Gin
2,5 cl di succo di limone fresco
1,5 cl di sciroppo di zucchero (aromatizzato all’”acqua di ostrica”)
1,5 cl di salsa di mango
1 ostrica
Per la salsa di mango:
Frullate un mango maturo con il succo di un’arancia, se il frutto è un po’ acerbo potete aggiungere un cucchiaino di zucchero.
Per lo sciroppo di zucchero aromatizzato:

Descrizione:
Per questo cocktail al sapore di mare abbiamo bisogno di una protagonista d’alta classe, una vera e propria “dea bianca”: parliamo appunto della Deesse Blanche, l’ostrica che rende unico non soltanto il sapore, ma anche la consistenza e la morbidezza del drink. Il tasso alcolico non è alto, proprio per permettere di assaporare il tocco marino in tutto il suo gusto: quello deciso del gin e quello aromatico e dolce del mango ne fanno un accostamento perfetto per un piatto a base di ostriche.
Un cocktail così raffinato non può che aggiungere raffinatezza ed elevare il livello del vostro menu: provare per credere.