Ostrica San Michele
Le ostriche San Michele hanno una lunga quanto affascinante storia, che inizia all’ombra del lago di Varano, in particolare nella magica sorgente “Fontana di San Michele”. La tradizione narra che San Michele, stanco e stremato, si fermò proprio in quel punto e poggiò per alcuni attimi le sue mani a terra. Ed è proprio lì che nacque la sorgente, in una grotta dedicata all’Arcangelo. Un legame profondo, spirituale, quello che lega San Michele e il Gargano, di cui è il santo protettore. Un filo indelebile collega inoltre la grotta di San Michele a quella di Monte Sant’Angelo (luogo sacro in cui il santo apparve più volte e tutt’oggi Patrimonio Unesco).

Nella fase iniziale di preingrasso, le ostriche vengono posizionate in lanterne disposte sulla laguna. Una volta raggiunta la dimensione consona, vengono incollate a mano su delle corde agganciate sulle antiche palizzate per l’allevamento dei mitili. In seguito, sempre manualmente, verranno sollevate dall’acqua, proprio al fine di riprodurre l’effetto delle maree. Al sole e alla luna, al vento e alle intemperie, impareranno a resistere forgiandosi e acquisendo quella robustezza che le contraddistingue. Ovviamente, sarà importante in ogni fase, controllare la crescita della stessa, essenziale per ospitare un frutto importante.








