Capesante
Belle da vedere. Deliziose da gustare. Parliamo delle capesante, molluschi apprezzati in cucina per il loro sapore delicato e unico, per la freschezza delle carni e la dolce consistenza. Scopriamo insieme tutti i segreti di questo pregiato frutto di mare, racchiuso in un fantastico scrigno.
Cosa sono le capesante?
Dalle proprietà organolettiche davvero interessanti, le capesante sono dei molluschi bivalvi, note anche come conchiglie di San Giacomo (di seguito scopriremo il perché di questa denominazione). Sono formate da due conchiglie esterne, caratterizzate da striature concentriche dal color rosso-arancio. Le conchiglie sono legate da una cerniera che le tiene ben salde, entrambe possiedono ciascuna dalle 12 alle 16 costole. I loro occhi sono catadiottrici: cosa vogliamo dire? Basano il loro funzionamento sul principio della riflessione.
All’interno delle conchiglie troviamo tre parti distinte:
- l’alveolo (utilizzato spesso per il fumetto data la presenza notevole di sabbia). Di color nocciola, circonda il corallo;
- il corallo, dalla consistenza morbida, è conosciuto per la sua forma di mezzaluna e dal colore arancione;
- la noce. La parte più importante che si manifesta sotto forma di muscolo bianco, dalla notevole consistenza.
Grazie al movimento veloce apri-chiudi delle valvole, le capesante riescono a muoversi molto rapidamente sui fondali sabbiosi.
La storia delle capesante: dal pellegrinaggio di San Giacomo alla leggenda di Afrodite
La storia delle capesante ha origini molto, molto antiche. È legata da sempre al simbolo di Afrodite, dea dell’amore e della bellezza. La leggenda racconta infatti che la Dea Afrodite sia emersa dalle acque dell’isola di Cipro proprio su di una fantastica conchiglia madreperlata dalla forma di ventaglio. Per questo, la capasanta è testimonianza e simbolo indiscusso di femminilità, bellezza e fertilità.
La seconda testimonianza risale al tempo del Medioevo, quando le capesante venivano usate dai sacerdoti per versare l’acqua santa sul corpo di colui che sta ricevendo il sacramento del battesimo.
Arriviamo ora alla denominazione molto diffusa. Conchiglia di San Giacomo. Ora ti spieghiamo perché è conosciuta così. Sempre in età medievale, i pellegrini erano soliti compiere il cammino di Santiago di Compostela. Una volta arrivati alla meta, la leggenda narra che i pellegrini dovevano spogliarsi, bruciare ogni vestito e indossare semplicemente una tunica bianca. Una volta raccolte le conchiglie delle capesante in riva all’Oceano, dovevano cucirle sul mantello. Solo queste erano la prova concreta di aver concluso il cammino e raggiunto dunque la tomba di Giacomo, apostolo di Gesù (Santuario di San Giacomo). Queste conchiglie venivano mostrate alle autorità come certificazione di quanto detto.
Caratteristiche delle capesante: habitat, pesca e proprietà nutritive
Le capesante sono molluschi molto diffusi sia nelle acque del Mediteranneo che dell’Atlantico. Amano i fondali sabbiosi e si trovano a una profondità che va dai 25 ai 200 metri. Cosa differenzia gli esemplari giovani da quelli adulti? I primi sono caratterizzati dal fatto che si ancorano al fondo grazie ai filamenti mentre i secondi possono muoversi liberamente grazie al movimento di apertura e chiusura veloce delle conchiglie.
Sono pescate tramite la pesca a strascico oppure con apposite draghe. Le loro carni sono abbondanti ma non gommose, delicate al punto giusto e tenere al punto da conquistare il palato di ognuno. Infatti, il loro consumo è di poco inferiore a quello delle sue sorelle (le cozze e le ostriche).
Come tutti i frutti di mare, le capesante hanno una buona percentuale di grassi buoni e omega 3. Sono antiossidanti e contengono vitamine del gruppo A e B. Sono un’ottima fonte di potassio, sodio, magnesio, selenio e fosforo. Ovviamente, come per tutti gli alimenti, occorre sempre consultare il proprio medico di fiducia per un consumo corretto.
Tre curiosità sulle capesante: ciò che devi assolutamente sapere
La loro conchiglia, oltre ad avere importanti funzionalità per la sopravvivenza dei molluschi, è oggetto di desiderio da parte di tantissimi collezionisti e artigiani. Per l’eleganza dello scrigno, infatti, viene usata sia come piattino su cui servire mousse o antipasti oppure come portaoggetto delizioso ed elegante portacenere. Da sempre, sono infatti motivi ricorrenti sia nell’arte antica che nell’architettura (la conchiglia è presente nello stemma araldico di Papa Benedetto XIV).
La storia racconta che sono stati tra i primi molluschi e alimenti ad essere consumati dagli esseri umani.
La terza curiosità riguarda uno storico dilemma che aleggia intorno tale mollusco. Si dice capasanta o cappasanta? La denominazione con cui è maggiormente conosciuta e riconosciuta è capasanta, che si narra sia una derivazione dalle origini venete di cappasanta. Devi sapere infatti che per cappa si intende proprio il mantello che i pellegrini del cammino di Santiago di cui abbiamo parlato sopra dovevano indossare. È conosciuta anche con il nome di:
- cappa pellegrina;
- cocciola pellerina;
- pellegrinu o pettini in Sardegna e Sicilia.
Le principali specie delle capesante: vediamole insieme
Sono sei le principali specie di capesante:
Capasanta del Pacifico
Capasanta Orientale
Capasanta Americana
Conchiglia di San Giacomo
Capasanta Nuova Zelanda














