I datteri di mare sono tra i molluschi più pregiati, hanno un sapore unico e inconfondibile e, tra l’altro hanno numerose proprietà benefiche per l’organismo. Il problema legato a questo tipo di pesce, però, è che, negli ultimi anni, ne è stata vietata la pesca, e, insieme alla consumazione, è punita con sanzioni severe. Scopriamo insieme il motivo di questo divieto e perché si parli di datteri di mare illegali.
Cosa sono i datteri di mare: principali caratteristiche

I datteri di mare, quindi, sono molluschi molto pregiati, al punto che non tutti li conoscono e, infatti, molti si chiedono cosa siano. Per capire insieme cosa sono i datteri di mare, dobbiamo tener presente che si tratta di molluschi molto simili alle cozze. La differenza fra i due tipi di molluschi è che il guscio dei datteri di mare è più lungo, oltre che marrone e non nero come quello delle cozze.
Anche il sapore è molto simile, come se fosse a metà fra cozze e ostriche, ma i datteri di mare sono più pregiati e, quindi, più costosi, al punto che il loro prezzo supera di quasi tre volte quello delle ostriche.
Datteri di mare: dove si trovano?
Abbiamo visto cosa sono e dove vivono i datteri di mare. Cerchiamo di capire, ora, dove crescono e, soprattutto, perché in Italia non ci sono posti in cui mangiarli.
Le rocce calcaree, ossia il luogo dove nascono i datteri di mare e dove vivono, come abbiamo detto, incastonati, sono principalmente quelle del Mar Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico.
Datteri di male illegali: perché è vietata la pesca?

I datteri di mare sono considerati una specie protetta e questo
perché:
- per catturarli occorre distruggere il loro habitat, ossia le rocce sulle quali vivono con martelli pneumatici, picconi o esplosivo, alterando i fondali rocciosi marini;
- hanno una crescita estremamente lenta. Raggiungono massimo la lunghezza di 8-10 cm, ma per raggiungere i 5 cm impiegano dai 15 ai 35 anni. Quindi, la pesca potrebbe determinarne l’estinzione.
Nel 2017, infatti, è stata modificata la normativa ambientale ed è stato stabilito che la pesca dei datteri di mare nuoce all’ambiente e alla biodiversità.
In Italia, la pesca e il commercio dei datteri di mare sono illegali dal 1998, grazie al DM del 16 ottobre 1998, mentre nel resto dell’Europa dal 2006, con il Regolamento Europeo n. 1967 del 2006.
È sta
to stabilito che sono vietati “la cattura, la detenzione a bordo, il trasbordo, lo sbarco, il magazzinaggio, la vendita e l’esposizione o la messa in vendita del dattero di mare (Lithophaga lithophaga).”
Ovviamente, purtroppo, questo non significa che tutti rispettino la legge; anzi, come spesso succede, purtroppo, il divieto di pesca dei datteri di mare li ha resi ancora più preziosi, alimentando un vero e proprio mercato nero.
Datteri di mare illegali: quali sono le sanzioni previste?

Ad ogni modo, per chi infrange la legge sono previste diverse sanzioni:
- sequestro della merce pescata;
- sequestro dell’attrezzatura utilizzata;
- reclusione da 2 mesi a 2 anni;
- multa dai 2000€ ai 12000€.
Ma non dobbiamo pensare che sia punibile soltanto chi li pesca o chi li vende, perché le sanzioni sono estendibili anche a chi li serve in tavola e, addirittura, a chi li mangia, per cui dobbiamo fare attenzione anche se, a nostra insaputa, ci ritroviamo nel piatto i datteri di mare.
In quel caso, dobbiamo denunciare l’accaduto e non mangiarli. Per denunciare chi pesca o chi serve in tavola datteri di mare, occorre chiamare la Guardia Costiera o la Guardia Forestale.
Datteri di mare: una soluzione a tutela dell’ambiente
Per cercare di trovare una soluzione che metta fine alla pesca fraudolenta dei datteri di mare, sono state avanzate varie proposte. La più concreta è quella relativa all’allevamento di datteri di mare di specie bianca.
I datteri bianchi, infatti, crescono più velocemente e il loro allevamento potrebbe consentire la tutela ambientale. Negli allevamenti, i datteri verrebbero messi in blocchi di cemento creati appositamente, la cui distruzione al momento della pesca non causerebbe danni al paesaggio o all’ecologia.